Se sei un blogger alla ricerca di contenuti unici, oppure hai bisogno di far crescere il tuo sito, mediante testi che possano scalare le classifiche dei motori di ricerca, questo articolo fa per te. La creazione testi non è così agevole come probabilmente ti sarai accorto o come si possa pensare, soprattutto se si è alle prime armi.

Il punto fondamentale è che i testi per rimpolpare un blog hanno bisogno di essere ottimizzati per la Seo. Non basta saper scrivere per salire nella SERP di Google, ma bisogna farlo rispettando delle semplici regole che l’algoritmo di Google pretende.

Copywriting persuasivo e ottimizzato

Hai sicuramente già sentito parlare di Copywriting persuasivo, è ciò che serve per raggiungere due obiettivi fondamentali:

  • mantenere un lettore attaccato il più possibile all’articolo, in modo da avere maggiori possibilità di conversione;
  • convincerlo della bontà della tesi che sta leggendo, informandolo a dovere.

Essere interessanti non è una cosa semplice, saper scrivere testi persuasivi dipende da molti fattori. Vediamo qui di seguito una lista di raccomandazioni da un punto di vista formale:

  • Frasi corte e dirette, genericamente si parla di 25 parole massimo da punto a punto;
  • Stile conciso e con uso di frasi attive (verbi in forma attiva);
  • Concetti unici lunghi al massimo 300 parole, sviluppati appunto con frasi di 25 parole massimo;
  • Utilizzo di domande;
  • Testo leggibile in un paio di minuti al massimo (generalizzazione);
  • Formattazione movimentata, da foto o contenuti multimediali, in gergo si dice “evitare il muro”;
  • logica concatenata degli argomenti.

Se conosci WordPress sai sicuramente che ci sono dei plugin che aiutano a mantenere una costruzione formale. Lo stesso nuovo format a blocchi di WP, suggerisce una modalità diretta e veloce.

Tutto ciò, detto senza mezzi termini, non serve a nulla se il motore di ricerca non considera il contenuto, oppure lo mette in una posizione dove nessuno andrà mai a scovarlo. La creazione di testi online, ha bisogno di essere ottimizzata in ottica SEO.

Il copywriting ottimizzato SEO, non è una cosa in più, ma è necessaria per arrivare a raggiungere la visibilità. Il concetto fondamentale da capire è che quando pubblichiamo un testo online, l’interlocutore primario è Google (o un qualsiasi motore di ricerca). La difficoltà di raggiungere il nostro pubblico sta nel fatto che se non usiamo determinate attenzioni, possiamo aver scritto un pezzo fantastico, ma che passa inosservato al vaglio inevitabile dell’algoritmo di Big G.

Scrivere articoli ottimizzati SEO

Alla luce di quanto detto fino ad ora, avrai sicuramente capito quale importanza abbia l’ottimizzazione SEO. Quali sono le caratteristiche da rispettare per andare in alto nella classifica dei risultati di ricerca? A questa semplice e diretta domanda, non si può rispondere in maniera efficace se non si tengono conto alcuni parametri.

L’algoritmo di un motore di ricerca, è costruito per desumere dalle parole concatenate, l’argomento (o topic) di riferimento. Ricorda, un articolo deve parlare di un solo argomento principale. Come tale il Title assume un’importanza fondamentale per fare questa prima suddivisione. Le parole contenute nel titolo vengono poi cercate nel testo. La sua frequenza determina la sicurezza da parte del motore di ricerca, che si tratti proprio di un determinato topic.

C’è da dire che l’evoluzione continua degli algoritmi ha portato nel tempo a non focalizzarsi unicamente sulla keyword letterale. La correlazione delle parole è divenuta sempre più importante, per cui la ripetizione letterale della keyword, non ha più l’importanza di un tempo, oggi si deve tendere a scrivere sinonimi o frasi pertinenti.

Sappiamo anche che una parola chiave non è sufficiente per essere associata alla ricerca dell’utente. Ciò succede perché la motivazione di una ricerca può avere diverse motivazioni. Poniamo il caso che un utente stia cercando un servizio per la scrittura di testi online. Nella barra delle ricerche scriverà “testi online”. Non ci vuole molto a capire che dovrà sfogliare un mare di pagine prima di arrivare a ciò che gli serve veramente.

Normalmente l’utente medio ha capito che deve cercare di essere più preciso possibile nel digitare la sua domanda, quindi magari scriverà “cerco servizio scrittura per blog“, oppure “copywriting per blog“, le possibilità sono innumerevoli. L’intent è proprio la capacità di comprendere l’intenzione concreta di chi effettua la ricerca online. Come si fa quindi chiarire l’intent a Google dell’articolo che voglio pubblicare? I modi sono svariati e ci sono diversi approcci che si rifanno a diverse teorie.

Si cerca di spendersi molto nelle prime 300 parole in modo da girare attorno all’argomento e fornire una chiave di lettura predittiva. Molto spesso ti è capitato di leggere dei tutorial che partono così: se stai cercando ecc.. allora sei capitato nel posto giusto ecc.. L’interlocutore non è chi legge ma il robot di Google che esamina le parole. Per poi riuscire ad essere ancora più persuasivo nei suoi confronti, vengono inserite delle domande banali.

La sensazione che ha l’utente di fronte a questo modo di procedere è abbastanza di fastidio e ben presto impara a saltare l’introduzione.

Quanto deve essere lungo un articolo ottimizzato SEO?

A questa domanda si risponde con il classico “dipende”. Ma da cosa? 

  • dall’argomento trattato
  • dal settore
  • dal target
  • dai competitor

Va da sé che se un articolo è focalizzato su un argomento molto discorsivo, ci sia bisogno di molte parole. Un testo scientifico sarà ben argomentato. Scrivere tanto solo per il desiderio di strafare non aiuta, anzi penalizza. Il pericolo è ripetersi e risultare noiosi. La lunghezza di un testo online si affronta semplicemente in questo modo:

  • chiarisco a Google il topic, ponendo magari delle domande nelle prime 200 o 300 parole
  • affronto l’argomento in modo diretto
  • concludo 

Questi step accolgono dei titoli e sottotitoli. Prova a pensare a chi deve leggere il tuo contenuto su uno smartphone, o sei diretto e conciso, oppure se ne scappa, e questo Google lo calcola con il “bounce rate” (tasso di rimbalzo).

Se l’argomento è riferito ad un target giovane, l’eccessiva lunghezza è negativa. Un buon metodo è quello di verificare i primi 3 risultati di ricerca dello stesso topic quante parole hanno. Un po’ sempliciotta ma efficace, almeno per avere un orientamento.

Ci sono innumerevoli tool che aiutano ad ottimizzare un articolo, ma gli aggiornamenti di Google, specie dal 2018 in poi, si susseguono talmente in fretta che un modo di operare standard non esiste più.

Basta un buon articolo per raggiungere il paradiso della SERP

Non voglio illuderti, per cui la risposta è NO. Google è a caccia di esperti online, uno dei suoi scopi è valutare l’autorità dell’autore di un articolo. Questa si fonda sulle informazioni storiche e sulla costanza dello scrittore. Scrivere online non è una cosa da fare ogni tanto, bensì da coltivare come si fa con un orto. Bisogna seminare e scrivere con regolarità. E’ qui che casca l’asino. Scrivere poco e con intervalli lunghi, non va bene. 

Ma c’è di più!

Scrivere tanto per farlo, anche regolarmente, compromette il lavoro buono già fatto, per cui occorre scrivere rimanendo in topic del sito web, ma con approfondimenti originali.

SeoGuestpost si basa proprio su questa consapevolezza. E’ difficile produrre contenuti autorevoli, interessanti, originali, ottimizzati SEO, ed efficaci sia per gli utenti che per Google.

In diversi settori ormai non basta più un articolo ben approfondito e ottimizzato per emergere, occorrono tecniche più raffinate e precise. Il Silo è una di queste e l’abbiamo sviluppata in più di 5.000 articoli, con evidenze che ci hanno convinto della sua bontà.

La tecnica del Silo tiene conto della necessità dell’utente di avere a disposizione la risposta al suo quesito, ma anche i necessari collegamenti per dargli l’opportunità di approfondire in altri articoli sapientemente collegati.

La domanda base che ci siamo posti è: come facciamo ad aiutare tutti coloro che hanno un sito web e vogliono emergere?

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